Sono impressi nella mia memoria quei momenti nella mia vita in cui la comodità e la praticità hanno prevalso sul mio senso estetico o sulla mia spensieratezza.
La doccia veloce che ha sostituito definitivamente i rilassanti bagni profumati nella vasca.
Le scarpe basse che hanno scalzato i miei tacchi senza discriminazione di giorno e orario.
L’Asciugatrice che è entrata non invitata nella mia routine a sopperire la parziale inadempienza dello stendino nello svolgere i suoi compiti nei mesi invernali.
Turning point da cui non si torna più indietro.
Dopo questo Natale l’ultimo baluardo della mia identità giovanile è venuto giù come un castello di carta a tre piani.
Per diverso tempo avevo ponderato, soppesato e iniziato a prendere confidenza con l’idea, ma senza prendere mai una decisione definitiva.
Guardavo con ammirazione le altre mamme al parco che con fierezza avevano compiuto quella scelta. Io non trovavo fino il fondo il coraggio.
Poi è arrivato il regalo postumo dei 40 anni, consegnato a Natale di mia sorella.
Uno zainetto. Marrone, da adulta.
Alea iacta est.
E adesso con le mani libere posso trasportare, fare cose prima impensabili, sono a tutti gli effetti diventata una mamma zainetto, comoda, ma senz’anima.
Senza la mia borsa sospesa a metà braccio, disordinata e ingombrante, mi sento infatti un po’ come una teiera senza il suo beccuccio..