A mani basse

Sono impressi nella mia memoria quei momenti nella mia vita in cui la comodità e la praticità hanno prevalso sul mio senso estetico o sulla mia spensieratezza.

La doccia veloce che ha sostituito definitivamente i rilassanti bagni profumati nella vasca.

Le scarpe basse che hanno scalzato i miei tacchi senza discriminazione di giorno e orario.

L’Asciugatrice che è entrata non invitata nella mia routine a sopperire la parziale inadempienza dello stendino nello svolgere i suoi compiti nei mesi invernali.

Turning point da cui non si torna più indietro.

Dopo questo Natale l’ultimo baluardo della mia identità giovanile è venuto giù come un castello di carta a tre piani.

Per diverso tempo avevo ponderato, soppesato e iniziato a prendere confidenza con l’idea, ma senza prendere mai una decisione definitiva.

Guardavo con ammirazione le altre mamme al parco che con fierezza avevano compiuto quella scelta. Io non trovavo fino il fondo il coraggio.

Poi è arrivato il regalo postumo dei 40 anni, consegnato a Natale di mia sorella.

Uno zainetto. Marrone, da adulta.

Alea iacta est.

E adesso con le mani libere posso trasportare, fare cose prima impensabili, sono a tutti gli effetti diventata una mamma zainetto, comoda, ma senz’anima.

Senza la mia borsa sospesa a metà braccio, disordinata e ingombrante, mi sento infatti un po’ come una teiera senza il suo beccuccio..

Sehnsucht – senza zucchero

C’è una parola tedesca che mi ossessiona. Mi fa impazzire il semplice suono, di qualcuno che la pronuncia correttamente ovvio.

SEHNSUCHT. Dove la S è tutt’altro che dolce. E infatti a me che ancora stento a comprendere il 99% delle parole teutoniche sembra voler dire semplicemente SENZA ZUCCHERO.
In realtà questa parola ha un significato diametralmente opposto. Romantico appunto. Un romantico pur sempre tedesco.

I tedeschi hanno coniato una parola per esprimere il desiderio, il doloroso e appassionato bramare.

Desiderio, nostalgia, struggimento non c’è una vera e propria traduzione univoca di questa parola che incarna perfettamente lo spirito romantico tedesco dell’ Ottocento.

Nur wer die Sehnsucht kennt
Weiß, was ich leide

Solo chi conosce il desiderio, sa cosa soffro! – Scriveva GOETHE in una poesia nel suo romanzo di formazione “L’apprendistato di Wilhelm Meister” (1795).

In questo momento storico anche io bramo. Bramo un sonno di almeno 8 h senza interruzioni. E mi sto decisamente impegnando in questo struggimento.

In questo momento anche io anelo. Anelo fortemente un luogo caldo e secco. Uno a caso.
Un atollo alle Maldive.
Un atollo a caso.

In questo momento ardo dal desiderio di rinchiudermi sola in una Spa con accesso illimitato a tv e cioccolato.

Caffe’ tedesco

E invece il mio apice giornaliero si raggiunge quando ordino al bar un caffè bollente o un cappuccino e nei giorni particolarmente cupi e freddi un nocciolino o un marocchino.

Per favore SEHNSUCHT. Che tutto questo romanticismo mi ha fatto cariare i denti.