Un cactus per anello

Ci sono veramente pochi modi per zittarmi. Di solito capita naturalmente se sono parecchio felice o se, al contrario, sono immersa in pensieri nefasti.

Se in TV c’è “Una Mamma per amica” o se sto mangiando del cioccolato ho la capacità di stare in silenzio per un tempo abbastanza prolungato, ma diciamo che sono pochissime altre le cose che interrompono velocemente il flusso delle mie parole e dei miei pensieri.

Quel simpaticone del mio compagno ne ha trovata una decisamente originale.

Un paio di mesi fa si avvicinava la data del nostro 10esimo anniversario e si era fatta di nuovo forte dentro di me quella atavica speranza che finalmente l’Uomo in grigio potesse regalarmi l’Oggetto. Lo status simbolo per l’eccellenza. L’anello. SPECIFICO il diamante 💎. E con il desiderio era nuovamente comparsa anche la convinzione che anche per quest’anno sarebbe rimasto soltanto un desiderio.

Superfluo sottolineare che non porto alcun tipo di gioiello e di monile, un po’ per pigrizia, un po’ per salvaguardia del gioiello stesso. Ma per un diamante posso fare qualche eccezione e una buona assicurazione.

In 10 anni ci sono stati momenti perfetti per la consegna dell’anello. Come quando siamo rimasti bloccati in autostrada per andare all Ikea e abbiamo fatto il tragitto di ritorno dentro la macchina sul carratrezzi, il top del romanticismo.

O come quando mi ha costretto a salire sulla ruota panoramica del Prater a Vienna e ho pianto dal terrore tutto il tempo. Ad ogni castello, torretta medievale, vetta ho pianto e contemporaneamente mostrato la mano, ma niente, il cuore arido non si è mai sciolto.

Il 29/4 abbiamo festeggiato dopo due anni di stop forzato i nostri 10 anni alla Tana degli Orsi, il ristorante del nostro secondo appuntamento, il luogo deputato al nostro romanticismo. Nella perfetta location e con davanti la mia dolce metà e una bottiglia di vino, arriva la crudele confessione.

Lui, con quegli occhi color bottiglia d’acqua Verna mi rivela che si, effettivamente questa volta ci aveva pensato di comprarmi un anello, ma ci aveva ripensato dopo la mia ennesima scenata sul Risparmio e sul fatto che un anno di ristrutturazione della casa ha prosciugato i nostri conti.

Cosi adesso, a causa della mia tirchieria, invece che un diamante al dito ho un Cactus 🌵 alto 150 cm in salotto.

Un amore di spine. Si vede il cactus?

Non contento, torando al veloce modo di azzittarmi il Genio si è screenshottato – perdonami Umberto Eco – un anello di diamanti di Tiffany con il quale l’altro giorno in uno dei miei sproloqui mi ha freezzato – perdonami anche te Ludwig Wittgenstein!

Al prossimo anniversario probabilmente mi regalerà una pianta carnivora….