Oggetto transizionale

Dopo un interessante riunione al nido che mi che mi ha lasciato utilissimi spunti sociologici su cui riflettere, mi sono resa conto che la mia piccola Costoletta non possiede nessun oggetto preferito, una coperta di Linus, un peluche inseparabile, le scarpette fortunate, un gioco prediletto se non uno strano interesse per il castoro della favola di Lilli e il Vagabondo.

Da una madre che ha dormito fino a 17 anni con il suo orsacchiotto Titto, mai portato nei viaggi solo per evitare l’umiliazione di vedermelo ispezionare in aeroporto, mi sarei aspettata minimo una dipendenza da pupazzi.

Lui era in effetti il mio oggetto transizionale, se vogliamo adottare un linguaggio tecnico, l’oggetto che mi ricordava la mia casa e che mi aiutava ad adattarmi nei nuovi contesti. Lavoro svolto con estrema efficienza fino ad una quindicina di anni fa quando alla mia prima vera relazione importante ho dovuto fare una scelta, non per questo facile.

Il mio “Titto” era un orsacchiotto rosa della Trudi classe 1985, all’ottavo lavaggio dell’orsacchiotto peloso erano rimaste solo le foto, ma suonava ancora se lo schiacciati nella pancina. Dopo che lo avevi lavato e appeso per la gamba a testa in giù nello stendino per qualche giorno in protesta diveniva però muto.

Oggi ha la testa e la gamba ricucita, salvato in extremis dagli attacchi di Stella la Sanguinaria, gli occhi vitrei un po’spenti ed è decisamente polveroso abbandonato da solo nel mio ex letto dopo che per 17 lunghi anni siamo stati inseparabili.

Il mio oggetto transizionale ha svolto il suo compito, difficile da credere, ma ero una bambina molto timida.

Emma non ha bisogno di un pupazzo per sentirsi sicura, varca spavalda le case altrui e le città del mondo urlando <<Eccola>>. Basta che ci sia qualcosa da mangiare e un essere vivente e lei è tranquilla.

Sono io che mi chiedo come ho fatto negli ultimi 15 anni a vivere nel mondo senza il mio Titto, me lo chiedo con un bicchiere di vino rosso in mano che dolce mi accompagna nell’ora che precede la cena.

Eccolo il mio nuovo oggetto transizionale.

Buon vino e buon mondo a tutti!!