Un po’ di vento non fa male

Nel mio rarissimo tempo libero, mi diletto a recensire film in una testata online, esprimendo come sempre il mio personale punto di vista.
Non potevo non condividere qui, nella mia casa virtuale, le recensione del mio film preferito: Gone with the wind, di cui inserisco anche un versione velocizzata, per coloro che inspiegabilmente non l’hanno ancora visto.

Sono cresciuta a tè delle 5 e Via Col Vento. Le 4 ore all’anno passate a guardare questo colossal rientrano nella Top ten delle ore meglio spese nel mio tempo libero. 4 ore in cui almeno è sicuro che non sto comprando scarpe.
Il film vale la pena di essere visto solo per sopracciglio alzato di Vivien Leigh e il ghigno ironico di Clark Gable. Nessun altro avrebbe potuto impersonare meglio i protagonisti del libro della Mitchell. E dopo aver letto le oltre 1000 pagine del libro ho una certa cognizione di causa. La mia mente labile di bambina si innamorò al primo sguardo della capricciosa, bellissima, spavalda, coraggiosa e scomoda Rossella O’ Hara. Ho sognato d’indossare fino all’adolescenza quei vestiti a ruota e i relativi mutandoni, poi mi sono fatta deviare dai pantaloni a vita bassa e dalle zeppe.
Via col vento è un film complesso, ci vorrebbero più di 4 ore solo per descriverlo: è un film storico, un film di guerra, è un film d’amore, è un’epopea, è un mito nel senso ovviamente greco del termine. La guerra entra crudele nella vita amena del Sud, uccide, distrugge e ricostruisce case, aziende e persone.
In questo caos sociale si muovono i personaggi primari e secondari, la famiglia di Rossella e altre famiglie del Sud. Tra tutti ovviamente spicca lei, Rossella. Una protofemminista in un mondo maschilista, un mondo duro e difficile che ha tirato fuori la sua parte più forte e la trasforma da ragazzina viziata in Donna. Tacciata come spietata e insensibile, è semplicemente una donna che decide e agisce, e ovviamente sbaglia.
Sbaglia sicuramente oggetto del desiderio, perché Ashley non è che l’ideale, il principe azzurro che poi nella pratica è utile solo per danzare a un ballo. Cieca in questo suo amore adolescenziale non vede l’amore vero, l’amore di Rhett che la conosce meglio di qualunque altro e che di lei ama proprio la forza e i difetti. Ubriaca e in lutto dopo la morte di Franco, finalmente accetta di sposare Rhett, ma presto ricade nel gioco perverso che la condurrà all’infelicità. Ashley rappresenta quel mondo che oramai non le appartiene più e che non vuole lasciare andare. Solo alla fine, morta l’eterna amica nemica Melania, si rende conto che quell’uomo che le diede una pistola in mano per tornare a casa, era l’uomo giusto nel momento sbagliato, l’uomo che non la voleva donzella da aiutare, ma la voleva compagna di avventure.
Lui alla fine come tutti sappiamo si è stancato di aspettarla e se ne va, infischiandosene della sua illuminazione. Ma Rossella oramai sa, ha capito chi è e cosa vuole. Dopotutto domani è un nuovo giorno di possibilità e dopo che per sfamarti hai mangiato radici di carote e ti sei vestita con una tenda, dalla vita puoi tutto, anche riconquistare un uomo.

Ho sbagliato tutti i regali

Perché non ne sapevo niente? Come si suol dire sono arrivata “Dopo i fuochi”

Troppo impegnata a capire la nuova colorazione della Toscana e a calcolare l’eccentricità della curva pandemica, ho perso la notizia del mese.
E io che mi taccio di essere una persona informata, non ho davvero nessuna scusa per aver ricevuto indirettamente dal Nerd, non più viaggiatore, la rivelazione dell’esistenza di questo libro.

Cosa stavo facendo di così importante per non accorgermi di questo oggetto irrinunciabile che mi avrebbe risolto in un colpo solo tutti i dubbi amletici su i Regali di Natale.

Su Amazon il libro sull'ammirazione per Salvini, ma sono tutte pagine  bianche

Un libro ovviamente vuoto.

In un periodo in cui rido meno, come tutti, ci voleva un po’ della geniale freschezza di questo fantomatico analista politico. Mai recensioni di un acquisto mi erano sembrate più divertenti.

Alcuni si inchinano al genio di colui che ha ideato questa particolare pubblicazione, altri delusi e indignati, convinti di trovare all’interno l’elenco delle qualità del loro personaggio politico preferito, hanno espresso tutta la loro disapprovazione.

Già l’inserimento della dicitura Piacevolmente Onesto doveva far presagire qualcosa agli ignari acquirenti che si sentono truffati dalla pubblicità ingannevole.

La morale che traiamo dalla vacuità dell’oggetto in questione, dall’utilizzo di strategie comunicative ingannevoli?

Cercherò di essere criptica.
Chi la fa, l’aspetti