Non può piovere per sempre

Celebre frase che noi nati negli anni ’80 identifichiamo subito con il cult movie Il Corvo e che questo insolito freddo piovoso maggio 2019 ha decisamente confutato.

Forse può piovere per sempre…

La primavera quest’anno non è ancora arrivata, le rondini non si sono viste da questa parte del mondo e forse appena smetterà di piovere arriverà di colpo l’estate, il caldo torrido, la fuga in massa verso il mare alla ricerca di qualche attimo di refrigerio.

Ma l’afa arriverà senza averci avvisato, senza averci dato il tempo di togliere il piumone dal letto e ad aver finito il cambio di stagione.

Senza che le nostre candide braccia per usare l’epiteto greco simbolo della bellezza femminile si siano coperte di quel leggero velo di abbronzatura necessario per evitare le scottature.

Senza averci dato la possibilità di apprezzare il tepore del sole prima di odiare il caldo estivo.

Pioveva o meglio diluviava quando due giorni fa sono salita su un aereo/ piccione gigante, coperta da sciarpa e impermeabile e con le ossa umide che iniziavano a lamentarsi. Sono salita convinta che quel freddo, la pioggia, il cielo nero mi avrebbero accompagnato anche qui a Malta nelle mie tanto agognate vacanze no stress.

Sono partita lasciando a casa il piumone nel letto e i termosifoni ancora tiepidi, le scatole dei vestiti estivi aperte all’ultimo minuto dubbiosa e titubante su cosa mettere in valigia.

Sono arrivata umida, accolta da un solicino pallido quasi timido e dalla valigia uscita dal rullo completamente fradicia e provata dagli urti delle mani gentili degli addetti all’imbarco, ma troppo contenta per aver ritoccato terra non mi sono fatta distogliere dall’obiettivo. Sole, caldo, mare.

Ed eccomi qui. Il giorno dopo la prima giornata al mare con le gambe ustionate a chiazze irregolari che urlano vendetta e Aloeeeee.

Era ovvio. La mia povera pelle color latte non ha retto lo shock e il cambio di temperatura senza preavviso..

Ed eccomi quindi bruciata, ma contenta perché qui ha finalmente smesso di piovere…

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Carrozzina o passeggino

I papà delle bambine. Un’entità superiore a metà tra un Peter Pan volante e il padre banchiere un po’ impacciato di Mary Poppins. Un ruolo vissuto al pari di un’investitura, una nomina a cavaliere, un compito da portare a termine fino alla morte. Del drago cattivo ovviamente.

I papà sono super eroi senza la tuta colorata. Ognuno con il suo super potere e con il proprio tallone d’Achille. Come Superman il mio uomo in grigio odia la criptonite, i pannolini super puzzolenti, ma indossato il mantello scintillante, la pannuccia da Supercuoco passa i fine settimana a cucinare sughi succulenti a prova di bambino.

Da ossessionato dell’invecchiamento cutaneo la increma per ore e ore e prende molto seriamente il suo svezzamento televisivo e calcistico tanto da insegnarle a riconoscere Cristiano Ronaldo in campo alla tenera età di 16 mesi.

Il mio personale super eroe dorme spesso fino a tardi. Completamente sordo a richiami notturni e si dilegua difronte al taglio delle unghie o ai tanto odiati lavaggi nasali, ma gioca fino allo sfinimento con pentoline e finte pappine e balla a tempo la sigla di Masha e Orso.

Fino a 12 mesi fa distingueva a mala pena un pantalone da una gonna adesso si erge a dispensatore di consigli per gli acquisti.

<< Compra la carrozzina per la bambola non il passeggino così quando Emmina la spinge la può vedere e coccolare >>.

E tutti zitti ha parlato Superpapa’