Il mio compagno alla soglia dei 14 anni insieme mi ha ammesso, senza tanti mezzi termini, di provare una grande nostalgia della me “dolce ragazza” conosciuta nel lontano 2012 e di essere quasi intimorito dall’attuale versione “cane da guardia arrabbiato”.
Di fronte a tale sincera ammissione mi sono chiesta se egli fosse affetto da cecità, prima, nel trovare in me tanta dolcezza o se, adesso, sia la sordità selettiva a fargli ignorare deliberatamente le mie continue richieste quotidiane e a percepire invece solo le mie invettive finali, quelle a pazienza e a voce finita.
Io al momento non ho tempo ne voglia per sciogliere l’arcano e capire dove sta il suo errore di valutazione, se prima od oggi.
A me Lui sembra sempre uguale. Sempre riservato, sempre selettivo, sempre perfezionista, sempre allergico, sempre ciritico, sempre maniaco dell’ordine, sempre anticonformista, sempre freddoloso, sempre oppositore, sempre Lui insomma.
Io almeno ho avuto un’evoluzione: da dolce compagna ad acida matrona.
Sono a tutti gli effetti un personaggio dinamico e i personaggi dinamici guidano la trama di una storia.


