Personaggio dinamico

Il mio compagno alla soglia dei 14 anni insieme mi ha ammesso, senza tanti mezzi termini, di provare una grande nostalgia della me “dolce ragazza” conosciuta nel lontano 2012 e di essere quasi intimorito dall’attuale versione “cane da guardia arrabbiato”.

Di fronte a tale sincera ammissione mi sono chiesta se egli fosse affetto da cecità, prima, nel trovare in me tanta dolcezza  o se, adesso, sia la sordità selettiva a fargli ignorare deliberatamente le mie continue richieste quotidiane e a percepire invece solo le mie invettive finali, quelle a pazienza e a voce finita.

Io al momento non ho tempo ne voglia per sciogliere l’arcano e capire dove sta il suo errore di valutazione, se prima od oggi.

A me Lui sembra sempre uguale. Sempre riservato, sempre selettivo, sempre perfezionista, sempre allergico, sempre ciritico, sempre maniaco dell’ordine, sempre anticonformista, sempre freddoloso, sempre oppositore, sempre Lui insomma.

Io almeno ho avuto un’evoluzione: da dolce compagna ad acida matrona.
Sono a tutti gli effetti un personaggio dinamico e i personaggi dinamici guidano la trama di una storia.

Dolce? e sfocata nel 2012

L’esercito delle Tutine

Mi ha appena attraversato la strada una Tutina

Credevo di essere l’unica a desiderare ardentemente di indossare una tutina di pilates colorata e attillata con fierezza. Anche io vittima consapevole della body positivity di ultima generazione.

E invece il vocale di un’amica ha dato voce ai miei pensieri più nascosti – non a caso – dell’ultimo periodo. Probabilmente i messaggi subliminali dei social non raggiungono solo me.

Il mio rigurgito sportivo è decisamente a cadenza stagionale e si manifesta nei primi mesi primaverili. Ma mai come quest’anno ho guardato con invidia quelle donne fasciate in quelle tutine colorate e con i calzettoni di spugna muoversi sicure di sé e leggiadre, sorseggiando qualche tipo di beverone colorato con la cannuccia. Tutto così lontano dai miei outfit anonimi e monocolore e dalla mia tazzona termica di caffè, indispensabile compagna di lavoro.

Mi sono però chiesta se, oltre all’istinto salutare che tenta di emergere ad ogni primavera e che puntualmente silenzio, ci sia qualcosa di più profondo nella mia idolatria della donna sportiva, qualcosa che trascende il mero movimento regolare del corpo che inevitabilmente genera sudore nelle tutine, spero traspiranti.

Cosa è che mi fa desiderare di rinnegare una volta per tutte il caffè e le stringate ai piedi per top attillati e calzettoni a vista?

Cosa è che invidio alle donne che fanno pilates, yoga, rilassamento, corsa, oltre che un fisico tonico?

Il tempo che riescono a trovare per dedicarsi a tutto questo sport quando io invoco a mia difesa come passeggiata nel verde quella che faccio verso la farmacia la sera? La costanza? La falsa percezione di una vita rilassata? La totale noncuranza della reale bruttezza delle tutine? E pensare che nasco nell’era dei body fosforescenti sopra i fuseaux colorati e scaldamuscoli alle caviglie.

Eppure nonostante storga il naso a tutto questo trionfo dell’abbigliamento fit, le guardo e domani vorrei svegliarmi così. Noncurante, rilassata, costante nello sport e allenata. Con la mia tutina. Ma sui calzettoni derogo.

Tutina del Lunedi’