C’è una parola tedesca che mi ossessiona. Mi fa impazzire il semplice suono, di qualcuno che la pronuncia correttamente ovvio.
SEHNSUCHT. Dove la S è tutt’altro che dolce. E infatti a me che ancora stento a comprendere il 99% delle parole teutoniche sembra voler dire semplicemente SENZA ZUCCHERO.
In realtà questa parola ha un significato diametralmente opposto. Romantico appunto. Un romantico pur sempre tedesco.
I tedeschi hanno coniato una parola per esprimere il desiderio, il doloroso e appassionato bramare.
Desiderio, nostalgia, struggimento non c’è una vera e propria traduzione univoca di questa parola che incarna perfettamente lo spirito romantico tedesco dell’ Ottocento.
Nur wer die Sehnsucht kennt
Weiß, was ich leide
Solo chi conosce il desiderio, sa cosa soffro! – Scriveva GOETHE in una poesia nel suo romanzo di formazione “L’apprendistato di Wilhelm Meister” (1795).
In questo momento storico anche io bramo. Bramo un sonno di almeno 8 h senza interruzioni. E mi sto decisamente impegnando in questo struggimento.
In questo momento anche io anelo. Anelo fortemente un luogo caldo e secco. Uno a caso.
Un atollo alle Maldive.
Un atollo a caso.
In questo momento ardo dal desiderio di rinchiudermi sola in una Spa con accesso illimitato a tv e cioccolato.
E invece il mio apice giornaliero si raggiunge quando ordino al bar un caffè bollente o un cappuccino e nei giorni particolarmente cupi e freddi un nocciolino o un marocchino.

Per favore SEHNSUCHT. Che tutto questo romanticismo mi ha fatto cariare i denti.