A piedi nudi sul tetto

Io non ho comprato una casa, ho comprato un tetto. Dal piano terra del mio loft grigio sono oramai cinque anni che sono stata catapultata al sesto piano del mio tetto di cemento. Cinque anni vissuti e spesi intensamente. Il secondo participio non è scelto a caso. Su quelle mattonelle di gres ci ho versato più lacrime salate che champagne secco.

Pentita? No

Ieri sera su quel tetto rovente ho ballato a piedi nudi insieme al mio piccolo Leone.

Una colonna sonora varia e bizzarra con gli alberi che ci facevano da cornice e il nostro immancabile vento che quando abiti così in alto diventa quasi un coinquilino.

E a piedi nudi con l’orizzonte cosi vasto davanti a me e le gambine secche del terremoto di tre anni che ondeggiavano, ho pensato che anche se soffro di vertigini e il solo angolo di erba è sintetico, ballare a piedi nudi è liberatorio ovunque, anche sul tetto.

Basta solo togliersi le scarpe e mettere una bella canzone.

Pollyanna moderna

Non so se avrei potuto affrontare gli ultimi vent’anni di relazioni con l’altro sesso senza le perle di saggezza di Samantha Jones, personaggio iconico di Sex and the City. Probabilmente no.

C’è una legge molto elementare che regola i rapporti: quanto il tuo uomo è giù, tu devi essere su.

Samantha Jones, Sex and the City

Poche parole per esprimere l’assioma che la maggior parte di noi donna applica forse senza neanche rendersene conto . Quando i nostri compagni di vita sono  abbacchiati con la tipica espressione da cane bastonato e lo sguardo perso, consapevolmente o meno ci trasformiamo in moderne Pollyanna pronte a mostrare i lati positivi di ogni situazione. Non appendiamo prismi nella stanza per creare giochi di luce, ma coloriamo il loro mondo grigio, finemente esperte nel Gioco della Felicità.
Già lo facciamo, con noi stesse, con le nostre amiche. Quotidianamente. Troviamo il bello nella melma, affidabili fendinebbia quando l’orizzonte è denso.
Invece di approfittare del  momento di debolezza della nostra metà per infierire e vendicarci di secoli di patriarcato, empatizziamo, supportiamo e alziamo il morale meglio di una squadra di cheerleader.
Non generalizzerò ulteriormente dicendo che a situazione inversa l’empatia è rara, il supporto una chimera. Non è questo il momento.
Questa è solo la mia presa di coscienza di uno schema che si ripete spesso e che come è stato intelligentemente suggerito da una mia amica è proprio lo schema di Pollyanna o di Samantha. Come preferite!