Fino a che dura fa verdura

DSC_7027.jpgPaese che vai proverbi che trovi. Recentemente ho incontrato qualche difficoltà nello spiegare ad una mia allieva statunitense il significato del proverbio “Fino a che dura fa verdura” e non di certo per un problema di gap linguistico visto che parla italiano meglio di molti miei conoscenti e si ostina a voler imparare il congiuntivo. Dovrei presentarla alla mia amica ingegnere meccanico, da tempo impegnata in una guerra solitaria e persa in partenza contro la scomparsa silenziosa del congiuntivo dal nostro uso quotidiano.

Tornando al  proverbio  in questione mi sono data una spiegazione storico-sociologica sulla difficoltà di spiegare oltreoceano il significato di questo concetto: gli Usa sono un paese giovane, affascinato e incantato dal nostro Vecchio Mondo, ma decisamente proiettato verso il futuro e il Nuovo, in linea con la loro origine recente e autodeterminata.  Proiezione verso il futuro che il riporto giallo di Trump ha leggermente frenato.

L’espressione “Fino a che dura fa verdura” invece è la reminiscenza di una mentalità conservativa tipica di un continente, quello europeo, e di una nazione, quella italiana, che in millenni di storia si è dovuta riadattare a nuove condizioni e spesso senza uscirne indenne.
In quest’ottica ogni oggetto, alimento veniva utilizzato e riutilizzato fino a che, esalato l’ultimo respiro e completamente usurato non veniva buttato e sostituito.

L’obsolescenza rapida, oramai tratto comune del nostro tempo e la natura innovativa del paese a stelle e strisce amante dei consumi e delle novità, cozza con l’arte del riciclo e di “fare verdura” che ci ha contraddistinto per secoli e che, causa crisi, sta vivendo una nuova giovinezza nell’arredamento, nell’abbigliamento e nel recupero di ricette povere. Ribollita Docet

Ora che è prossima a tornare in quel triste posto in cui vive, gli Hamptons, perfettamente in tempo per il Black Friday e i nuovi acquisti la voglio comunque rassicurare sulla  sua grammatica italiana: chiunque riesca a reggere una conversazione di due ore con me senza ricorrere a un interprete può tranquillamente considerarsi a tutti gli effetti madrelingua. Mi dovrebbero inserire come esame per ottenere la certificazione C2!

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Autore: CostolaDiAdamo

Giornalista e Blogger sempre in lotta con il tempo, con il mondo del lavoro e con i guai autocreati e non. In assenza di un vero impiego alimento il mondo creativo nella mia mente. Seguitemi su Facebook, Pinterest e Instagram come Costoladiadamoblog o scrivetemi all'indirizzo mail costoladiadamoblog@gmail.com

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