I WhatsApp delle 6 del mattino

Prima dell’avvento di WhatsApp trascorrevo ore e ore del giorno al telefono con le amiche. Con il telefono all’orecchio o con gli auricolari ho trascorso probabilmente i migliori anni della giovinezza e superato rotture, esami universitari stressanti, ansie da colloqui di lavoro importanti e scartato vestiti in camerino descrivendone minuziosamente il taglio, il tessuto e ovviamente il loro adattarsi al mio fisico. Tutto questo prima che i messaggi vocali e le foto in diretta entrassero nella nostra vita.

Quando non c’erano orari diversi da incastrare, fidanzati da evitare e neonati appiccicosi, il telefono era uno sport di gruppo, dove io probabilmente sarei stata candidata alle Olimpiadi. Solo l’aereo era offline in tutti i sensi! Offline anche per me!

Ma oggi con le 10.000 cose da fare e la mano destra che è meglio tenere libera per ogni evenienza ringrazio WhatsApp – chat di gruppo escluse – per darmi ancora la parvenza di avere una vita sociale e per evitare errori maldestri in camerino.

Così la mattina alle 6 mentre cerco di tenermi aggiornata con il mondo circostante leggendo l’amaca di Michele Serra posso silenziosamente commentare le ultime notizie su WhatsApp con l’amica ingegnere in treno che cerca di evitare l’effetto transumanza immergendosi in un nuovo libro e con l’altra sonnambula che probabilmente come me sveglia ad orari improponibili sta leggendo articoli online e cercando concorsi pubblici pianificando la settimana con precisione al minuto.

Così la solitudine di noi prime donne grazie alle piccole conversazioni silenziose delle 6 del mattino sembra meno grande e la mente atrofizzata da incombenze quotidiane torna a parlare di politica, letteratura e vestiti, dimenticando per un attimo le suocere!

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Autore: CostolaDiAdamo

Giornalista e Blogger sempre in lotta con il tempo, con il mondo del lavoro e con i guai autocreati e non. In assenza di un vero impiego alimento il mondo creativo nella mia mente. Seguitemi su Facebook, Pinterest e Instagram come Costoladiadamoblog o scrivetemi all'indirizzo mail costoladiadamoblog@gmail.com

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