L’arte dello shopping

Curiosita-Il-Diavolo-Veste-Prada
Sabato pomeriggio di shopping visivo. Io, amica bionda ingegnere e un cane femmina – non il mio – in giro per il centro a sgranchire le zampe ops gambe, in tasca 4 euro spiccioli ottimamente investiti in un supercialdone ripieno di yogurt e cioccolato fondente che stranamente non mi si è spalmato sulla faccia. Il sole caldo e il mio trench da ispettrice Gadget che aspetta in macchina il mio ritorno. La ricetta per un pomeriggio perfetto. Passeggiate lente a passo di sciatica, un cane che a differenza del mio non corre come un pazzo ovunque, ma si ferma a contemplare le vetrine evitando accuratamente quelle troppo care, chiacchiere equamente ripartite tra i problemi della ricrescita del capello bianco, il piacere di stendere i panni al sole – anche questo non il mio come il cane – e l’immancabile conversazione sui libri.

A questo idillio pomeridiano mancava solo qualcosa – oltre a una dose in più di cioccolata dentro il cono – un po’ di sano e folle shopping. Questo decisamente il mio!

Ho passato in rassegna venti negozi per cercare quello che l’amica ingegnere ha definito nel suo gergo “un cencino” che tradotto invece nel linguaggio di moda comune è un  golfino aperto sul davanti di cotone, acquisto che non è stato portato a termine, perché nessuno dei candidati aveva convinto l’acquirente.

Io nel frattempo – 2 ore – ho invece adocchiato un paio di pantaloni blu di seta scivolati con coulisse che sarebbero stati benissimo con una delle mie magline a righe per un aperitivo in stile “marinaretta spiaggiata“, un abito a Corolla rosa fucsia, 8 paia di scarpe luccicanti color oro, una tutina jumpsuit perfetta  quando ti alzi dal letto e ti prende l’ansia da abbinamento. In questa carrellata di acquisti nessuna borsa, mi bastano le mie due super trendy sotto gli occhi. Scusate ho fatto la battuta!!!

Insomma io già mi costruivo castelli in aria con una serie infinita di eventi in cui avrei potuto indossare i miei nuovi  vestiti immaginari e l’ingegnere invece  faceva l’analisi del tessuto a tutti i cardigan che gli passavano sotto mano dicendo “Cencino No Cencino Si”, bypassandoli alla fine tutti  con fare insoddisfatto. Dopo aver  maledetto il mio buon senso che mi aveva fatto lasciare a casa sotto chiave la carta di credito, ho tentato l’ultima chance: la telefonata a casa. Una telefonata strappalacrime al mio fidanzato seguita da una serie infinita di complimenti gratuiti, del tutto vani perché il traditore era dal parrucchiere a tagliarsi i capelli. Non si trova mai nessuno al momento del bisogno.

L’unico che alla fine può dire  che lo shopping visivo è stata un’ esperienza divertente probabilmente è il cane Chicca che mentre la padrona faceva il concorso a punti con i golfini se la stava spassando al sole, mentre io con il naso schiacciato contro la vetrina contavo i giorni che mi separavano dal mio compleanno. 125 giorni e 3 ore.

Se Sun Tzu se avesse scritto l’Arte dello shopping

Al rigo n° 1356 avrebbe sentenziato così: se tu non avere soldi a disposizione, tu non andare in giro per negozi, tu stare a casa!

E al rigo 3.330: se tu proprio non volere stare a casa, tu portare dietro fidanzato no amica ingegnere e cane!

 

 

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Autore: CostolaDiAdamo

Giornalista e Blogger sempre in lotta con il tempo, con il mondo del lavoro e con i guai autocreati e non. In assenza di un vero impiego alimento il mondo creativo nella mia mente. Seguitemi su Facebook, Pinterest e Instagram come Costoladiadamoblog o scrivetemi all'indirizzo mail costoladiadamoblog@gmail.com

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